martedì, marzo 12, 2013

Pillole di sana banalità

Pensieri in pillole. Vediamo un pò. Di carne al fuoco ce ne sarebbe tanta, ma è sempre la stessa carne per cui risulta leggermente indigesta: l'elezione del papa con scandali annessi e connessi, il governo che non c'è e forse non ci sarà, la guerra tra Berlusconi e i magistrati, Grillo che sputa in faccia a tutti, Renzi che prova ad approfittare del caos, Napolitano che non sa che pesci pigliare. Sempre lo stesso stomachevole impasto di notizie. Che nausea, vero? Meno male che stasera c'è Barcellona-Milan e qui ci sarebbe invece da divertirsi nonchè da scrivere un libro che però mai alcuno leggerà poichè essendo tutti commissari tecnici nessuno ha bisogno di farsi spiegare da qualcun altro come andrà a finire questo big match. Men che meno da me che in quanto a tattica e tecnica sono il signor nessuno. Mi limito soltanto ad auguare che il Milan regga al prevedibile quanto furioso assalto di un Barcellona che non vuole correre il rischio di chiudere stasera un ciclo eccezionale e forse irripetibile. Si parte dal 2 a 0 dei rossoneri dell'andata. Non sarà facile per i blaugrana realizzare la "remuntada", sebbene occorra ricordare che al Camp Nou con Messi in campo tutto è sempre possibile. Vedremo. Argomento chiuso. Passiamo ad altro. Per esempio alla questione dei marò arrestati in India per omicidio e ora trattenuti in Italia per volere del nostro Governo. Questione delicata che liquido in due battute:  a mio giudizio c'è stato un accordo sottobanco del tipo "noi ve li mandiamo in licenza a casa,  poi voi fate ciò che vi pare, se li trattenete le nostre proteste saranno ufficiali per accontentare i nostri concittadini ma saranno contenute e non faremo null'altro, quindi sposteremo il tutto sul piano del diritto internazionale". Soluzione pilatesca si direbbe, ma in fondo corretta onde evitare attriti piu' grandi tra i due paesi che potrebbero mettere a rischio interessi economici e geopolitici di evidente portata. Una vittoria dunque della diplomazia italiana. Ci hanno messo del tempo, ma forse non potevano mettercene di meno. Meglio cosi. Alla faccia di quanti, la Sgrena in primis, avrebbero voluto vederli marcire, i nostri marò, in qualche prigione indiana.
Chiudo con un pensierino breve breve.Solitamente di martedì, giovedì e sabato ho un chiodo fisso: il Superenalotto. Non voglio diventare ricco per avere chissà cosa. Non sogno ville, macchine di lusso, viaggi continui. Sono un tipo che si accontenta di poco. Vorrei soltanto essere libero di fare quel cazzo che mi pare, quando, come e perchè lo decido io. I soldi, tanti soldi, ti danno questa libertà. O no? Buona estrazione a tutti.
 
 

Nessun commento: