sabato, maggio 09, 2020

Fase 2, strafottenza e menefreghismo

"Scrivi Careri, scrivi, ti prego". I miei inviati credono ancora nei poteri taumaturgici della scrittura. Come se i giornalisti o i blogger avessero poteri magici tali da far cambiare con quattro righe testa alle persone. Mi vedono come una specie di Mandrake, bontà loro, anche se in realtà mi sento piu' prossimo al mago Oronzo quello che ci fa sbellicare dalle risate ungendoci "con la sola imposizione delle mani".

Scrivo e cosa devo scrivere, dettagli che tutti conoscono? Devo scrivere cioè che la Fase 2 a Bagnara è una sorta di "scialapopolo", una vera e propria "tana libera tutti", tanto da indurre il Sindaco dopo appena due giorni dalla riapertura a richiudere un pezzetto del territorio vietando la sosta nelle piazze e nelle principali vie del paese?

Basta leggere le cronache per rendersi conto che non tutto sta andando bene, che i comportamenti non sono all'insegna del distanziamento sociale, che molti cioè stanno facendo "quel cazzo che gli pare" e chi se ne frega se il virus è ancora tra di noi.

Cosa dovrei aggiungere di piu'? Basteranno queste mie poche parole a far cambiare testa alle persone, per ricondurle ad atteggiamenti piu' sani e responsabili? Non penso proprio. Il menefreghismo e l'ignoranza, oltre che la strafottenza, sono immuni alle paternali e chi ne è affetto continuerà imperterrito nel suo modo di essere e di agire in barba a consigli, suggerimenti e disposizioni di legge.

Il buon senso e la ragione purtroppo non albergano in certe teste che invece si lasciano guidare da istinti primordiali, anarchici, barbari, da cittadini che nel processo evolutivo delle specie umana descritto da Darwin qualche secolo addietro con ogni probabilità sono rimasti in uno stadio di mezzo tra l'uomo di Neandertal e l'Homo Sapiens.

Offendetevi pure e mi raccomando, quando Feltri ci dirà nuovamente che siamo essere inferiori stracciatevi pure le vesti e inondate i social di improperi. Cosa siamo altrimenti? Siamo tali e quali a quei milanesi che nonostante 15 mila morti e non so quanti contagiati, hanno preso d'assalto i Navigli come nulla fosse successo.

Mi raccontano di gruppi e gruppuscoli fermi in piazza o agli angoli del corso intenti a "coglioneggiare". Di bambini che a quindici a quindici vanno in giro per il paese per la gioia dei loro genitori che dopo due mesi di forzata clausura evidentemente se ne sono sbarazzati  come pacchi della spazzatura. Di assembramenti in certi punti geograficamente ben identificati della Via Marina, sempre i soliti, sempre gli stessi.

Inutile dire che cosi non va. Lo sappiamo tutti. Tutti seguiamo i tg, le trasmissioni di approfondimento, alcuni addirittura leggiamo anche i giornali, quale miracolo. Eppure ho ricevuto cosi tanti messaggi allarmati manco fossi il maresciallo dei Carabinieri o il comandante dei Vigili Urbani.

Cari inviati sul posto vi ho accontentati. Ho scritto ancora per una volta la mia nella speranza di contribuire nel mio piccolo a migliorare la comunità a cui mi sento ancora di appartenere nonostante viva lontano.

Cari inviati sul posto, l'ho fatto anche perchè è certo che il virus sia presente a Bagnara poichè importato da alcuni nostri concittadini rientrati dai luoghi di lavoro fuori regione e Dio non voglia che questo proprio adesso decida di moltiplicarsi trasmettendosi da persona a persona magari agli angoli del corso e negli assembramenti della Via Marina, proprio adesso che sta per avvicinarsi la bella stagione, quella che tutti vorremmo trascorrere non dico nel pieno della normalità ma magari tra un bagno isolato alle Pietre Canali e un gelato al volo da comprare al bar e mangiare per strada.

Buona fortuna Bagnara e provateci a mettere da parte strafottenza e menefreghismo.




venerdì, aprile 24, 2020

SCRIVERE

Vi capitano dei momenti in cui non sapete cosa fare? Ecco, per me è uno di quei momenti. E' venerdì, siamo prossimi al tramonto, fuori è primavera, l'aria è pregna di profumi e odori, invitante per una salutare passeggiata, ma, come tutti, sono recluso in casa, non ho giustificazione per uscire, potrei farlo "aumma aumma", ma non lo ritengo giusto.

E' ancora presto per mettermi a cucinare, mentre è ormai tardi per leggere. Preferisco farlo quando è ancora giorno e la luce del sole penetra calda dalla finestra sopra il divano illuminando la pagina del libro che tengo in mano. D'inverno amo invece leggere di notte, notte fonda, sotto il caldo delle coperte e con la fioca luce dell'abat jour sul comodino vicino al letto.

Pensavo di mettermi a pulire casa, ma è già ordinata e "zagariata" come si dice al mio paese. Non saprei proprio che fare e pur sapendolo, magari spolverare sopra i mobili o tirare giù tutti i libri dalla libreria per poi rimetterli a posto perfettamente spolverati e lucidi, toglierei comunque interesse al sabato mattina, giornata solitamente dedicata all'housecleaning, come dicono gli americani.

A proposito di anglicismi, da qualche ora ho finito la mia settimana lavorativa in smart working. Espressione errata poichè in inglese lavorare da casa si dice working from home. Smart working è il lavoro intelligente e cosa ci sia di cosi intelligente lavorando appunto da casa ancora non sono riuscito a spiegarmelo. C'è molta comodità, quello si, anche se alla lunga ti manca il contatto con gli altri, il caffè alla macchinetta, il gossip aziendale, il cazzeggio con i colleghi  piu' intimi e dopo un mese di penitenza, si lo ammetto, fin'anche l'affollamento in metro e le lunghe attese degli autobus. Ma tant'è. Ringrazio sempre Dio di essere tra i privilegiati, ovvero tra coloro che ancora il lavoro ce l'hanno sia pure in modalità smart working. Che, tanto per chiudere la parentesi linguistica aperta, in uno sforzo interpretativo taluni, specie tra giuristi e burocrati, traducono con un piu' semplice e corretto "lavoro agile". 

Eccomi dunque qui, perchè ogni volta che non so proprio che fare mi ricordo di avere un banalissimo blog e cosi mi metto a scrivere pur non sapendo cosa esattamente scrivere ma lo faccio ugualmente forse solo per riempire il vuoto che c'è in me. Non temo la pagina bianca, so che qualcosa riuscirò comunque a scrivere per sfogare questa mia innata passione. Ma, appunto, la domanda è: cosa?

Potrei offrirvi una lunga "filippica" politica, ma so, che come me, anche voi siete ormai arcistanchi di chiacchiere e polemiche. Vogliamo solo essere rassicurati e non trascinati dentro un vortice di voci contrastanti. Vogliamo solo ritornare alla normalità perduta, essere sani in salute e tranquilli sotto il profilo economico.

Pensandoci, potrei politicamente concentrarmi sulla mia piccola Bagnara, ma non mi va di inferire in questo momento su un Sindaco che so essere stato lasciato da solo, attorniato solo dai suoi umilissimi quanto fedeli e intimi sostenitori, ad affrontare amministrativamente il peso di questa sospensione sociale in cui viviamo. Avremo tempo e modo per riparlarne, magari alla ripresa quando tutto riemergerà alla luce, anche i tentativi di prepararsi ad eventuali elezioni anticipate. E si, esistono anche questi, sono reali. Eccome.  Spesso si consumano via chat, ma la sostanza non cambia. Ma mi fermo qui.

Scrivere di calcio o di sport in generale? No, per carità. Mi spunterebbe la lacrimuccia. E' una delle assenze che sto patendo piu' di altre. In primavera lo sport esplode come i fiori in tutte le sue varie fragranze e per noi "malati" è forse la stagione piu' bella, piu' ricca dell'anno. Calcisticamente parlando saremmo stati al rush finale, magari la Juve sarebbe stata ancora in testa al campionato e forse in semifinale di Champions. Ed a giugno poi ci sarebbero stati gli Europei in quella insolita versione itinerante con una Nazionale giovane e  ritornata simpatica. Che peccato, stramaledetto virus.

Scherzando e ridendo mi accorgo di aver già scritto quella che in termini giornalistici si chiama una cartella. Credo possa bastare per il momento. Ho il pollice della mano destra che mi fa male essendo che ho scritto sdraiato sul divano grazie al cellulare. Che comodità, ragazzi. Quando ho iniziato a fare il cronista, fine anni '80, non esisteva questa tecnologia che ti consente di scrivere sempre e comunque, da qualsiasi postazione remota, ovvero in qualsiasi angolo del mondo dove ci sia una connessione ad internet. Pochi minuti e pubblichi anche. Cose impensabili 30 anni fa, quando "vergavi" il tuo pezzo con la macchina da scrivere, chiamavi il giornale per dettarlo o qualche anno piu' tardi al massimo lo inviai con il fax  per poi vederlo pubblicato solo il giorno dopo. Oggi basta un click ed ecco pronto il pezzo per i miei lettori.

Lo so. Come al solito ho scritto il nulla del nulla. Credetemi mi viene davvero facile. Ma l'ho fatto perchè appunto non sapevo che fare, esattamente come voi che l'avete letto.

Alla prossima. 






mercoledì, aprile 15, 2020

Bagnara, aiutare gli operatori turistici si può

Non bisogna perdere tempo. La Fase 2, quella dell'uscita dalla quarantena e della ripresa delle attività economiche, va pensata e organizzata subito. Non solo a livello di governo centrale e regionale, ma anche locale.  I comuni devono muoversi, devono fare qualcosa anche loro, laddove è possibile, specie per sostenere quei settori che piu' di altri hanno subito le negative conseguenze economiche di questo lockdown generale. 

E' vero che i Comuni possono poco e che i loro margini di manovra sono ridottissimi. E' vero pure che molti di questi enti sopravvivono da anni lungo un baratro finanziario e con casse praticamente vuote. Ma qualcosa possono e devono farla.

Non si tratta di dare soldi ai cittadini che ne hanno bisogno. Si tratta solo di fargliene spendere di meno. Occorre solo capire dove e come intervenire. Il quando non è neanche da discutere: subito.

La domanda dunque sorge spontanea: dove e come può intervenire il Comune di Bagnara per sostenere la ripresa in particolare dei commercianti e degli operatori turistici locali, che a ben vedere sono quelli che stanno patendo di piu' la crisi e che piu' degli altri avranno difficoltà a riprendersi? 

Non esiste uno studio in merito. Ma i soldi non introitati, ovvero i mancati incassi dovuti alla chiusure forzate viaggiano su cifre a sei zeri. Ci sono famiglie intere che stanno attingendo ai propri risparmi per andare avanti, per pagare bollette, affitti, tasse ma anche solo per mangiare. Molti li stanno per finire. Alcuni li hanno già finiti. E senza soldi ripartire sarà davvero difficile, se non impossibile. L'opportunità di accedere al credito bancario senza valutazioni di merito grazie alla garanzia offerta dallo Stato è già qualcosa. Ma non basta. Per questa ragione il comune se può intervenire deve farlo. E' un dovere istituzionale, ma anche etico e morale.

Escluso l'abbassamento delle aliquote dei tributi locali (acqua e spazzatura) considerate già le note problematiche esistenti, a mio parere c'è qualcosa di concreto che l'ente può decidere sin da subito. Qualcosa di piccolo, ma che contribuirà a rendere meno difficile la ripresa per molti: la cancellazione per tutto il 2020 del canone per l'occupazione di suolo pubblico.

Non so esattamente a quanto ammonta annualmente il gettito derivante da questo canone e quindi non so quale posta in entrata è stata prevista nel bilancio comunale. Ma si dovrebbe trattare complessivamente di una cifra non impossibile da rimpiazzare, da sostituire, da trovare negli altri capitoli del bilancio comunale. Tra l'altro questo è un problema che a Palazzo San Nicola dovranno tenere in ogni caso in considerazione poichè è molto probabile che rispetto alle previsioni ci sarà un calo notevole di questo introito. Potrebbe infatti risultare non conveniente per alcuni operatori  occupare suolo pubblico per garantire un servizio alla clientela che con ogni probabilità sarà ridotto rispetto agli anni passati in virtu' delle prevedibili distanze che alla ripresa saranno comunque imposte dalla normativa nazionale in materia di sicurezza sanitaria. Tanto vale la pena dunque tagliare subito la testa al toro, imporre la cancellazione di questi pagamenti e pensare come riequilibrare il bilancio.

Questa iniziativa è stata già adottata da diversi comuni italiani tra cui Roma che vive anche e soprattutto di turismo tutto l'anno. Ed un piccolo paese che vuole essere a vocazione turistica come Bagnara non può non pensare di adottare la stessa misura.

L'iniziativa è sostenuta non solo dagli imprenditori interessati ma anche da molti cittadini come il sottoscritto o come per esempio l'architetto Mario Gramuglia che in suo post odierno su Facebook ha brillantemente scritto "visto che all'aria aperta il virus ha minore incidenza rispetto ai locali, qualora fosse possibile normativamente, il comune perchè non valuta la possibilità di ridurre drasticamente il costo del suolo pubblico, in modo da utilizzare gli spazi prospicienti, normalmente destinati a parcheggio o comunque occupabili, per attività di vendita come accade durante l'isola pedonale?".

Al Sindaco la risposta nella speranza che come al solito non intervenga la scure "assassina" di qualche potente burocrate locale.




domenica, aprile 05, 2020

Tra pensieri planetari e voglia di passeggiate al mare

Domenica delle Palme. Giornata meravigliosa. E' esplosa la primavera. Spring has sprung, dicono gli americani con un simpatico gioco di parole. Alberi in fiore, tepore solare, profumi nell'aria, tramonti che cominciano a farsi suggestivi, poetici, mitici.

E noi?  A casa, come oltre un miliardo di persone nel resto del mondo. E' pandemia planetaria. Con gli Stati Uniti che anche questa volta non si lasciano sfuggire l'ennesimo record, primeggiando già adesso in termini di contagi e in prospettiva purtroppo anche di morti. American First, sempre e comunque. Si aggiudicheranno anche questa Olimpiade, non c'è alcun dubbio, nell'anno in cui quelle sportive sono state rinviate causa Covid 19.

E vogliamo parlare del Giappone? Della sua sfiga proprio con le Olimpiadi? La prima volta nella storia che i nipponici si impegnarono ad organizzarle correva l'anno 1940.  Scoppiò la Seconda Guerra Mondiale e furono costretti a cancellarle. Corsi e ricorsi storici. Sfiga e risfiga storica. Per caso, porteranno male? Personalmente non credo a certi influssi paranormali, ma nel dubbio è bene che gli amici giapponesi ci rinuncino una volta per sempre. In questi casi meglio adottare il principio cautelativo piuttosto che rischiare di ritrovarsi magari tra 50 anni con un meteorite che colpisce la terra estinguendo l'umanità come accadde con i dinosauri milioni di anni fa. 

Pandemia mondiale. Avete visto quelle immagini proveniente dall'Africa dove si sa che il virus ha attecchito ma non è possibile sapere ancora in che modo, in quali proporzioni, con quali conseguenze? Non ricordo da quale paese arrivassero, ma ho bene in mente quelle immagini dei contagiati cacciati dai loro villaggi e costretti a recuperarsi un letto sopra gli alberi, tra i rami, nelle foreste. Nel Medioevo in Europa agli appestati era andato meglio.

E in Asia? Gli esodi di massa dalle grandi città dove manca ormai quasi tutto, spesso anche da mangiare? Esodi biblici, umanità errante, di ritorno nei paesini di origine alla ricerca di una salvezza che con ogni probabilità la stragrande maggioranza di loro non troverà.

E nella Russia di Zar Wladimr oggi tanto osannato dalle nostre parti? Ancora pochi isolati contagi. Ma chi ci crede? Come in Cina, origine di questo male, dove i morti per coronavirus ufficialmente sono inferiori addirittura ad Italia e Spagna nonostante una popolazione  venti volte superiore alla nostra e con una regione quella dell'Ubei che da sola è già piu' grande della penisola iberica.  Neanche Pinocchio sarebbe stato capace di una cotanta clamorosa bugia. Vi piacciono i regimi autarchici? Teneteveli stretti, ma lasciatene fuori l'Italia, vi prego.

E l'Europa delle meraviglie? Rischia di disintegrarsi. Laddove non ci è riuscito lo spread ci sta riuscendo il virus. La miopia e l'egoismo di taluni paesi del Nord sta spazzando via il progetto comunitario. Chi vorrà piu' stare assieme a Germania e Olanda considerate le briciole finanziarie che intendono concederci per affrontare questa brutale pandemia? Oggi, in un ipotetico referendum in stile britannico, sarebbe Italexit con il 100% dei consensi.

Ritorniamo a noi. A questa Domenica delle Palme. Che state facendo? Non è difficile immaginarlo. Io ho spento la tv. Senza calcio non ha senso seguirla e francamente sono ormai arcistanco di programmi su programmi dedicati all'emergenza.  Basta. Sono piu' che sufficienti la conferenza stampa quotidiana della Protezione Civile alle 18, le dirette del Premier e qualche trasmissione di approfondimento serio. Il resto per me è inutile.

Di pomeriggio non mi piace vedere film. Preferisco piuttosto leggere o scrivere come in questo momento. Ma è solo un palliativo, una medicina per alleviare le sofferenze dell'anima.

E la mia anima guardando fuori dalla finestra, osservando quel sole, quell'esplosione di colori e profumi, soffre.

Ho voglia di una passeggiata. Ma non in un posto qualsiasi. Ma nel posto in cui la mia anima si riconcilia sempre con se stessa. Davanti a quel mare che è anima anch'esso.

Ma anche Bagnara è chiusa. Anche i bagnaroti sono agli arresti domiciliari. E per loro la sofferenza deve essere maggiore della mia. Vedere il mare e non poterlo toccare. Un patimento dell'anima.

Buona Domenica delle Palme.










sabato, marzo 21, 2020

Vietato avere paura

Stiamo suonando e cantando dai balconi, anche da quelli virtuali come lo sono i social. Un rito collettivo che dura ormai da dieci giorni e che si sta replicando altrove in Europa e nel Mondo. 

Siamo stati gli apripista planetari di un atteggiamento che non vuole essere mancanza di rispetto per quanti sono gia' morti e per quanti stanno lottando per salvarsi la vita. È un solo un rito propiziatorio, un modo come un altro per esorcizzare la paura, per non sentirci soli contro un nemico invisibile, subdolo, infame.

È anche un incoraggiamento per quanti sono costretti ad uscire di casa per garantirci la sopravvivenza, per tutti coloro che stanno mettendo a rischio la loro vita per garantire la nostra. Siamo come una curva da stadio che canta per sostenere la propria squadra del cuore. E la nostra squadra del cuore in questo momento si chiama Italia, siamo noi stessi.

 Ma dopo dieci giorni i numeri cominciano a farsi tremendamente seri e ci inchiodono ad una realtà da incubo che mai ci saremmo aspettati di vivere. Sto stramaledetto virus ci ha sbattuti fuori dalla nostra comfort zone. Le certezze di sole due settimane fa non sono piu tali. I nostri capisaldi psicologici, individuali e collettivi, stanno scricchiolando e la paura, quella vera, sta facendosi largo dentro di noi. Avanza, piano piano ma avanza nella stessa misura in cui passano i giorni e nella stessa misura in cui dentro ciascuno di noi cresce la consapevolezza che forse nulla sarà più come prima. 

Non si teme solo per la propria vita e per quella dei propri cari, ma anche per il nostro benessere e per quello dei nostri figli. Inutile nascondercelo: se tutto questo durerà a lungo, non qualche altra settimana, ma addirittura mesi, il rischio non è solo quello di vedere allungarsi notevolmente la lista dei deceduti, ma anche quello di raccogliere macerie dal punto di vista economico.

Forse ciò che temiamo di più è proprio questo, considerato che come al cospetto di qualsiasi altra malattia anche questa la stiamo vivendo come un fenomeno che riguarda gli altri e non noi, fin quando, Dio non voglia, all'improvviso non ne saremo colpiti. C'è in ciascuno di noi, quelli sani, quelli senza alcuna patologia pregressa, la recondita speranza di potercela comunque fare, di potercela comunque cavare come fosse una banale influenza anche se non lo è. Ci attacchiamo ai grandi numeri i quali ci dicono che la stragrande maggioranza di noi ne uscirà indenne.

Si teme invece il dopo ed è un timore questo che invece riguarda tutti. Molti tra noi sebbene ancora in piena salute sono già in sofferenza economica. E piu' passerà il tempo piu' questa condizione di difficoltà si espandera' a macchia d'olio ancora piu' velocemente di questo stramaledetto virus mettendo a rischio l'intero sistema paese. Si respira aria di guerra e per le strade non a caso comincia già a vedersi l'esercito.

Ma avere paura non serve. Farsi battere dalla paura complicherà solo il tutto, ci renderà ancora piu' impotenti rispetto ad una vicenda che rischia di lasciarci nudi di fronte a noi stessi.

Vietato dunque avere paura, se non nella misura in cui serve a renderci consapevoli che tutto comunque non finirà qui e che anche cadendo ci si potrà rialzare. Lo hanno fatto i nostri nonni e i nostri genitori dopo la piu' devastante guerra che l'umanità abbia mai visto. Lo potremo fare anche noi.

Vietato avere paura, anche perchè non possiamo non riporre fiducia nella scienza, nell'incredibile progresso raggiunto, nel fatto che nel chiuso di un laboratorio, ne sono certo, qualche eroe starà già mettendo a punto il vaccino che distruggerà il nostro nemico.

Buon week end Italia per quanto sarà possibile. Una preghiera per quanti ci hanno già lasciati e per quelli che stanno lottando contro la morte, ma non smettiamo di sperare.

giovedì, marzo 19, 2020

Bagnara isolata. Ora tocca a voi miei cari bagnaroti

Un colpo al cuore. Mi sembra davvero tutto surreale. Bagnara, paese da sempre aperto in tutti i sensi, luogo di relax baciato dalla natura, comunità dalla socialità altissima, patria della "cugghiunella" come filosofia di vita, da qualche ora è chiusa. Per colpa di uno stramaledetto virus che ha stravolto per il momento le nostre vite.

Da stasera non vi si potrà ne entrare, ne uscire, se non per ragioni di lavoro, di salute o di rientro al proprio domicilio. Non solo. E' fatto anche divieto assoluto di passeggio nelle principali vie del paese frazioni comprese, cosi come non sarà piu' possibile svolgere attività fisica all'aperto se non per esigenze di salute comprovate da regolare certificazione medica. Si potranno portare fuori gli animali domestici per le loro esigenze fisiologiche ma entro 100 metri dalla propria abitazione. I trasgressori saranno puniti con un'ammenda di 250 euro e nei loro confronti scatterà anche una denuncia penale.
Una decisione questa epocale, senza precedenti, che porta la firma del Sindaco in calce all'ordinanza n. 82/2020 che resterà nella storia della nostra meravigliosa cittadina. Una decisione comunque saggia, giusta e necessaria che vuole avere il senso di blindare il paese rispetto ad una potenziale diffusione del Covid 19 che è ormai arrivato anche in provincia di Reggio e nei paesi a noi vicini come dimostrano i bollettini ufficiali delle istituzioni. Non ultimo il caso di una sessantenne scillese risultata positiva al tampone e posta immediatamente in quarantena nella propria abitazione. A quattro passi da noi.

Quella di questa sera si aggiunge ad altre ordinanze già emanate dal Sindaco nel contesto   dell'attuale emergenza sanitaria tra cui figurano una dozzina di misure di quarantena nei confronti di concittadini rientrati frettolosamente dal Nord, la chiusura della Villa e dei cimiteri comunali. 

L'Amministrazione Comunale in stretto coordinamento con la locale caserma dei Carabinieri (un plauso per la rigidità dimostrata sin qui nei necessari controlli) e con il seppur ridottissimo Comando della Polizia Municipale stanno mettendo in atto tutto ciò che è nelle loro prerogative e nei loro poteri, nel rispetto della normativa vigente, per salvaguardare l'intera comunità bagnarese rispetto ad un rischio reale di diffusione della "bestia". 

Di piu' non possono fare. Ora sta a voi, cari concittadini residenti in loco, rispettare con estrema serietà tutte queste ordinanze. Ne va di mezzo la vostra salute e quella dei vostri cari.
Non giudicate esagerate queste misure. Rispettatele e basta. Per voi, per i vostri figli. Tutto il mondo si sta chiudendo per proteggersi da un virus che, non ci viene detto per non creare panico, ma che di fatto sappiatelo è la peste dei nostri anni.

Lo so. Viene difficile stare barricati in casa quando di fronte si ha un mare che è un richiamo incredibile e si vive in un clima da Dio, con tramonti che cominciano ad essere mozzafiato. Guardateli dalla finestra e dai balconi di casa vostra ed immaginate che quando tutto finirà tutti potrete godere nuovamente in assoluta libertà del nostro meraviglioso paese.
Vivrete fino al 3 aprile (e speriamo finisca tutto per questa data) la condizione di emigrati in casa vostra. E' dura, ve lo posso assicurare. Ma se vi ci abituerete passerà tutto piu velocemente.
Buna fortuna concittadini. Buona fortuna o mia bella isolata Bagnara.

lunedì, luglio 29, 2019

Le voglie di un emigrato di ritorno

Siete già partiti? A dare retta a Facebook sembrerebbe ancora in pochi, anche se per molti oggi è iniziata l'ultima faticosa settimana lavorativa prima delle agognate ferie e delle tanto sospirate vacanze. E saranno giorni più lunghi del solito con le ore che sembrano trascorrere più lentamente del solito come se il tempo si prendesse gioco di noi e della nostra  ansia da partenza. Ma fidatevi, passeranno comunque, eccome se passeranno, anche a dispetto dei dispetti di Chronos. Occorre solo pazientare un po'. Capisco, siete stracarichi, specie se vivete in città grandi. Non se ne puo  più di traffico e pendolarismo, di metro e autobus, di file ovunque e comunque. C'è tanta voglia di staccare la spina, di rompere la routine quotidiana, di salutare  colleghi e capi ufficio, di dedicarsi al dolce far niente. Basta con la sveglia. C'è voglia di dormire finché se ne ha voglia senza lo stress dell'essere puntuali, di rigirarsi dall'altro lato appena aperti gli occhi senza la paura di fare tardi. C'è tanta voglia di mare, di bagni, di tuffi al tramonto, di letture sotto l'ombrellone, di granite con la panna a colazione, di cene prelibate, di infinite passeggiate serali, di chiacchiere su chiacchiere (hai voglia a chiacchiere), c'è voglia di riabbracciare gli amici di sempre rimasti laddove li hai lasciati. E lì li troverai, invecchiati di un anno ma sempre uguali a loro stessi. C'è voglia di respirare gli odori, i profumi della propria terra, di stare nei luoghi della memoria, nel posto in cui si è nati e cresciuti. C'è tanta voglia di sentirsi  emigrati di ritorno. Ed è bello così, profondamente terroni