Ho un paio di amici gay. Amici veri, di quelli che li trovi sempre. Vuoi ridere, vuoi piangere, vuoi solo parlarci, loro ci sono. Sempre disponibili. Hanno una sensibilità che non è maschio nè femmina. E' altro, una terza via nell'esprimere piena umanità. Sono stati sempre cosi. Sin da bambini. Ho condiviso molto con loro. Gioie e dolori. Cose serie e cose effimere. Posso dire di conoscerli in profondità e vi prego non siate maliziosi. Uno di loro veniva al doposcuola da mia madre. Eravamo alle elementari. Finite le lezioni, noi maschietti scappavano di corsa a giocare per strada a pallone, mentre lui si rintanava in camera da mia sorella a vestire e truccare bambole. Omossessualità manifesta sin da piccolo sebbene la sessualità a quel tempo era poca cosa, solo sensazioni latenti. Un altro di questi miei amici era più sfacciato. Seduti in piazza fantasticavamo circa il nostro futuro. Sogni da bambini. "Io da grande voglio fare il calciatore". "Io il giornalista". "Io il poliziotto". Lui invece serafico disse :"Io invece il ricchione". Detto tra noi, è l'unico che è riuscito in concreto a realizzare il proprio sogno. Credo che omosessuali si nasca. C'è chi ha gli occhi azzurri, chi neri. Chi nasce biondo, chi moro. Chi destro, chi mancino. Allo stesso modo, c'è chi nasce etero, chi invece gay. Fa parte della varietà della natura umana. Non ci si può far niente. Se Dio esiste, lo ha voluto Dio. Creature divine, dunque. Voglio loro un bene dell'anima. Sono stati miei complici nelle situazioni piu' diverse. Specie con le donne. Erano i miei infiltrati speciali. Altro che James Bond. Il migliore amico di una donna è proprio un gay. Grazie a loro ho carpito segreti dell'altra metà del cielo che altrimenti mi sarebbero rimasti oscuri. Ne ho approfittato per i miei "sporchi fini". Ma loro non mi hanno mai chiesto il conto. Gliene sarò per sempre grato. Ma sono stato anche io loro complice. Ho accolto come persone "normali" i loro amici, i loro amanti, i loro findazati, infischiandomene sempre degli assurdi pregiudizi degli altri. Li ho visti anche baciarsi e francamente un pò schifo mi ha fatto. Epperò, ho accettato anche questo. Se uno è davvero amico di un altro, deve essere pronto a tutto, a qualsiasi sacrificio. Io lo sono stato. Non me ne pento. Sono contento di averli come amici e mi fa ribrezzo la dilagante omofobia che circola di questi tempi. Chi ama, ama indipendentemente dal sesso. La libertà di amare dovrebbe rientrare tra i diritti fondamentali dell'uomo. Per questo sa di giustizia sociale il riconoscere i cosiddetti diritti civili agli omosessuali. Se due stanno assieme da una vita, perchè non ricoscerne il diritto alla reversibilità della pensione o all'eredità? Perchè mai negare a loro quelli che per gli altri sono sacrosanti diritti? Ma detto questo tuttavia aggiungo: sono contrario al matrimonio tra gay, ancor di piu' sono contrario all'adozione di figli da parte di coppie omossessuali. Non la faccio lunga. Dico soltanto che in questo io sono molto tradizionalista. Ritengo che il matrimonio sia qualcosa che attenga alla sacralità naturale dell'unione tra un uomo e una donna, cosi come sono convinto che un figlio debba innanzitutto avere diritto, per crescere mentalmente sano, ad un papà e a una mamma.Questioni psicologiche, non altro. E non venite a dirmi che a causa di ciò anche io sarei un omofobo.
sabato, marzo 02, 2013
venerdì, marzo 01, 2013
Banali pensieri in libertà tra origano, melenzane, Napoli-Juve e il ritorno a casa di Santi Zappalà
Stamattina non ho idee e manco argomenti. Vorrei scrivere ma non so cosa. Adotto dunque il metodo delle associazioni libere, mi metto cioè davanti al pc e comincio a scaricare sulla tastiera tutti i pensieri che mi passano per la testa. Una sorta di autonalisi insomma, mutuata dalla tecnica della psicoanalisi, anche se è chiaro che non metterò mai e poi mai nero su bianco i pensieri più sconci o quelli di cui potrei vergognarmi. E ce ne ho tanti. Direte: ma devi scrivere per forza? Te lo ha per caso ordinato il medico? In un certo senso si. Un amico strizzacervelli mi disse un giorno: quando qualcosa ti preoccupa, quando hai desideri repressi, quando lo stress della vita quotidiana ti vince, cerca di canalizzare le energie che senti esploderti dentro verso qualcosa che sai fare ma che soprattutto ami fare. Vedrai che tutto ti passerà. Lo sto prendendo alla lettera. Fatelo anche voi. Funziona.
Dunque, vediamo. La prima cosa che mi passa per la testa è che stasera vedrò Napoli-Juve. Scontro al vertice. Prima e seconda in classifica. Sei punti di distanza. Bel match. Tutto da vedere. Ma mi fermo qui, non vado oltre poichè mi rendo conto che non potrei aggiungere nulla di piu' di quanto voi non sappiate già. Potrei annoiarvi. Siamo o no un popolo di commissari tecnici? Dico soltanto che essendo venerdì e che domani non si lavora sarà ancora piu' rilassante stare davanti alla tv e poi magari tirare tardi sollazzandosi tra interviste, commenti e sensazioni a caldo. L'unico dubbio che non ho ancora sciolto riguarda la bottiglia di vino che dovrò stappare prima del calcio di inizio. E già, è mia abitudine infatti farmi un bicchiere e mezzo di un ottimo rosso a cena prima di eventi calcistici di una certa importanza per poi sorseggiarmene lentamente un altro per i novanta minuti successivi. Un piacere nel piacere. Già deciso invece il menu: tavolozza con salumi e formaggi, bruschette rigorosamente con olio e sale, piu' melenzane sott'olio di Bagnara, le ultime fatte dal mio povero papà. Per quest'anno sono coperto. Ne ho una riserva abbondante. Per la prossima stagione, non essedoci piu' lui, dovrò provvedere. Questa estate quando scenderò al paese dovrò andare alla ricerca di melenzane sott'olio autoctone fatte da sapienti mani indigeni. Non sarà certo la stessa cosa. Papà è sempre papà. Ma sarà sempre meglio che comprarle al supermercato qui a Roma, quelle sembrano infatti di plastica e non sanno proprio di niente.
Ecco, ora mi vengono in mente i sapori e gli odori che ho perduto trasferendomi a Roma. Avete mai sentito per esempio l'odore dell'origano romano? Puzza di smog. Chiedetelo all'amico Barbarossa. Ne sa qualcosa. Quando invece apro il barattolo proveniente da Bagnara o da Psiticci (il paese di mia moglie) è puro ossigeno che salendo dalle narici raggiunge immediatamente il cervello spalancandoti sensazioni incredibili. Uno sballo, insomma, tanto è vero che spesso i miei mi beccano a sniffare in cucina. Sono un drogato di origano paesano. Una dose minima giornaliera non deve mai mancarmi.
A proposito di paese. L'altro ieri ho appreso una bella notizia e chiudo con questa. Santi Zappalà, l'ex sindaco di Bagnara arrestato anni addietro con l'accusa di voto di scambio, tornerà presto, prestissimo a casa. La Corte d'Appello gli ha infatti ridotto significativamente la condanna per cui a breve lascerà il carcere. Ad attenderlo ci saranno non solo i suoi familiari, ma anche tutti quegli amici e quei semplici concittadini che in questi anni, nonostante tutto e gli errori commessi, non lo hanno dimenticato e mai gli hanno fatto mancare il loro sostegno. Santino avrà pure sbagliato, ma è anche vero che a tutti sono sempre sembrate eccessive le pene inflittegli dalla giustizia con una carcerazione preventiva prolungata e una sentenza di primo grado che sapeva tanto di accanimento giudiziario. Manco fosse un boss e non uomo che come tanti altri aveva sbagliato. Il peggio comunque è già passato. Meglio così.
giovedì, febbraio 28, 2013
Il mio amato Papa
Sembrerebbe un giorno normale. Ma non lo è. Almeno per i cattolici. Oggi Benedetto XVI abdicherà dal trono papale lasciando il Vaticano. Alle 20 in punto un elicottero lo preleverà da Piazza San Pietro per condurlo a Castel Gandolfo. Qui si inabisserà definitivamente, scomparendo per sempre dalla scena pubblica per dedicarsi alla lettura e alla preghiera. Ma il suo fantasma continuerà ad aleggiare tra le mura petrine, peserà come un macigno sul suo successore, seguiterà a fare discutere. Un giorno memorabile è dunque questo, un giorno che sarà scritto nei libri di storia come tutto ciò che ne conseguirà nell'immediato. Tra qualche settimana avremo un nuovo Papa, ma a quel punto sarà come ne avessimo due. Uno in attività, l'altro in pensione. Uno strano sdoppiamento per una figura che tutti noi abbiamo sempre vissuto invece come unica, indissolubile, inscindibile, sacra, beata. Ci abitueremo anche a questo, aggiorneremo i nostri pensieri e poichè da oggi in poi sono ammesse anche le dimissioni, non diremo piu' morto un Papa se ne fa un altro. Chissà chi sarà il successore, che volto avrà, che nome si attribuirà, da dove verrà, che lingua parlerà, cosa dirà subito dopo l'annuncio ieratico dell'Habemus Papam. Se sbaglierà, non v'è dubbio che lo "corrigeremo", come disse tanti anni fa il nostro amato Papa. E già, il nostro amato Papa. Benedetto XVI sarà stato pure all'altezza del proprio compito, sarà anche forse il migliore teologo vivente, sarà certamente più buono del pane, ma per me, credente ma non fervente, il Papa resta sempre quello, ha quella faccia candida con le gote rosse, quegli occhi azzurri, quell'accento polacco, quell'attaccarsi eroicamente alla croce quantunque senza piu' forze nel giorno della Via Crucis, è quel mantello sotto il quale nasconde giocandoci divertito un bambino, è quel libro che svolazza sulla bara il giorno dei funerali. Non so se dicendo queste cose rischio la blasfemia o se offendo la dignità sacrale della Chiesa. Ma questo è, e questo dico.
mercoledì, febbraio 27, 2013
Primum sopravvivere, dunque cambiare subito la legge elettorale.
Maroni ce l'ha fatta. Ha conquistato il Pirellone. Da ieri è il nuovo governatore della Lombardia, la regione piu' ricca e popolosa d'Italia. Ha battuto Ambrosoli, candidato un pò troppo sbiadito rispetto all'alto profilo politico istituzionale dell'ex, nonchè già apprezzatissimo ministro dell'Interno. I lombardi si sono dunque espressi per la continuità rispetto al passato nonostante le inchieste giudiziarie che hanno coinvolto sia l'ex governatore Formigoni che la stessa Lega nonchè tutti gli altri partiti della coalizione di centrodestra. Diversamente è andata invece nel Lazio dove gli scandali e la presenza di un competitor di spessore come Zingaretti hanno inciso in maniera determinante contribuendo a ribaltare in maniera radicale il quadro politico regionale ed assegnando al centrosinistra una vittoria netta. Sia il Lazio che la Lombardia avranno comunque un governo e una maggioranza stabili. Merito di una legge elettorale effettivamente maggioritaria che favorisce la governabilità a differenza di quanto accade a livello nazionale dove a causa del Porcellum la situazione è invece quella che è. Una situazione a dir poco paradossale che fa dire ad un triste, stanco e sconsolato Bersani di essere arrivato primo ma di non aver vinto le elezioni. Un ossimoro in termini e di fatto. E' più che evidente, ma ormai lo sanno pure le pietre, che al di là dei futuri scenari parlamentari, la prima cosa da fare è proprio questa: cambiare l'attuale legge elettorale. Si dovesse tornare a votare tra un mese, tra sei mesi o anche tra un anno con lo stesso sistema, si riprodurebbe un'identica situazione di ingovernabilità, tale e quale a quella odierna, con gravissime conseguenze a quel punto non solo finanziarie ed economiche ma anche e soprattutto per la stessa tenuta democratica del nostro Paese. Lo avranno finalmente capito lor signori? Saranno bastati gli enormi guasti già prodotti da una legge che ha nel suo stesso nome la sua essenza, la sua vera identità? La casta porrà un freno a questa deriva o continuerà imperterrita il suo cammino verso il disastro totale?
Intanto lo stallo continua. A Bersani è toccata la prima mossa. Niente larghe intese, porta sbattuta in faccia al Cavaliere e sfida di governo lanciata ai grillini. Ma tutto è ancora in alto mare, mentre l'Europa intera ma anche gli Stati Uniti seguono con molta apprensione l'evolversi del quadro politico italiano. Molto dipenderà dalle consultazioni e dalle scelte del Presidente della Repubblica. Ma è chiaro che qualsiasi formula alla fine verrà trovata questa sarà a breve se non addirittura a brevissima scadenza. Ipotizzare un ritorno al voto entro l'estate o al massimo subito dopo, non è affatto peregrino. E' più di una possibilità concreta.
martedì, febbraio 26, 2013
Grosse Koalition? Intanto Scilipoti ce l'ha fatta di nuovo.
Ci risiamo. Borse giù, spread alle stelle. Neanche il tempo di smaltire la sbornia elettorale, ed ecco riemergere con tutta la loro cruda realtà i problemi di sempre. Segno che le elezioni nulla hanno cambiato, anzi hanno aggravato il quadro di una situazione italiana già di per se instabile. Gl'indicatori finanziari internazionali ci stanno bocciando, mentre le cancellerie di mezzo mondo si dicono preoccupate. Del resto non potrebbe essere diversamente considerato che dalle urne è uscito un quadro di instabilità politica e istituzionale che non ci proietta verso orizzonti rassicuranti. L'effetto Grecia è dietro l'angolo, mentre si rischia un vuoto di potere micidiale. C'è da dare al Paese un nuovo governo ma nessuno sembra avere i numeri per farlo. C'è da eleggere un nuovo Capo dello Stato ma al momento è tutto in alto mare. Ci sarebbero indispensabili riforme da adottare ma l'assenza di una maggioranza impedisce di credere che ciò sarà fatto nei tempi richiesti. Come andrà a finire? Nuove elezioni? Improbabile. Nè il Pd nè il Pdl vorrebbero consegnare il Paese a Grillo posto che ritornare alle urne subito significherebbe spalancare un'autostrada al Movimento Cinque Stelle verso un'inesorabile quanto definitiva marcia su Roma. Che fare allora? Un governo di larghe intese, ciò che in Germania chiamano Grosse Koalition? E già, ma noi non siamo la Germania, noi siamo l'Italia. Quelli non hanno Berlusconi nè gli antiberlusconiani. Immaginarli di nuovo assieme in un governo a quel punto politico e non tecnico, sia pure di breve durata e con precisi obiettivi da raggiungere, è pura fantascienza. Qui da noi prevalgono sempre gli interessi di bottega a cui è difficile se non impossibile riuscire ad anteporre gl'interessi generali. Soluzione al momento impraticabile, a meno di eventuali ripensamenti capaci di togliere di mezzo quelle grevi pregidiuziali che oggi sono da ostacolo al "volemese tutti bene". Governo di centrosinistra allargato ai grillini? Altrettanta pura fantascienza. Grillo nel merito è stato infatti decisamente perentorio. "Niente inciuci e scapellotti a destra e manca". Tuttavia qualcosa va comunque fatta benchè a tutti appaia difficile immaginare proprio cosa debba essere fatto. Non si può lasciare il Paese in balia dell'ingovernabilità, nè tantomeno lasciarlo nelle mani di un ex comico qualora si decidesse di non fare appunto nulla preferendo il ritorno immediato alle urne. Situazione davvero difficile. Vedremo cosa la politica (ma ce n'è ancora una?) riuscirà a tirare fuori dal suo cilindro. Non c'è tempo da perdere. La palla passa adesso a Napolitano. Partiranno le consultazioni piu' strane ed anomale della storia repubblicana. Anche i grillini saranno ascoltati. Domanda: ma al Quirinale chi ci andrà di loro, lo stesso Grillo? Intanto una notizia: Scilipoti ce l'ha fatta. Rappresenterà, lui siciliano, la Calabria in Senato. Non so se ridere o piangere.
lunedì, febbraio 25, 2013
Lo straordinario e storico successo di Grillo.
Man mano che i risultati elettorali diventano sempre piu' definitivi, un dato emerge su tutti inconfutabile e inoppugnabile: la colossale vittoria di Beppe Grillo. Lo tzunami annunciato, dunque, c'è stato. Secondo partito in assoluto a soli pochi voti dal Pd. Piu' di cento parlamentari alla Camera, poco meno al Senato. Un nutrito drappello di gente comune, gente come noi, impiegati, disoccupati, giovani laureati e non. Gente comune che da domani potrà fregiarsi del titolo di onorevole. Una rivoluzione vera e propria. Incredibile. Inutile negarlo. Questo è. Poi domani sui giornali leggeremo le piu' strampalate interpretazioni sul voto. Interpretazioni che varieranno a secondo la linea editoriale delle singole testate. Ma un fatto è certo già adesso e niente e nessuno potrà smentirlo: il Movimento 5 Stelle e il suo indiscusso leader si sono meritati quantomeno una citazione nei futuri libri di storia. Il loro infatti è un successo storico, senza precedenti nè in Italia nè ovunque nel mondo. Altro che Uomo Qualunque. Qui si è andati ben oltre. E se si dovesse ritornare presto al voto, come sembra al momento probabile, andranno ancora piu' oltre di adesso. Vedrete.
Tutto innegabile. Cosi come è innegabile che Berlusconi, dato per morto, sia riuscito a resuscitare ancora una volta. Non avrà i poteri divinatori che lui stesso ama attribuirsi, ma a questo punto poco ci manca che li abbia davvero. Formidabile la sua rimonta. Una rimonta che ha consentito al Pdl e alla coalizione del centrodestra di centrare l'obiettivo che si erano prefissati: impedire a Bersani di vincere le elezioni.
Ed infine altrettanto innegabile è il fatto che il centrosinistra sia riuscito ancora una volta a perdere o, se volete, a non vincere nonostante ci fossero tutte le condizioni per una vittoria a dir poco trionfale. Avessero candidato lo straordinario Renzi anzichè il piu' che normale Bersani, oggi staremmo qui a raccontare tutta un'altra storia. Ed invece è andata come è andata, si sono gonfiati come rospi con le primarie, per due mesi si sono come al solito parlati addosso e alla fine si sono ritrovati con le pive nel sacco. A sinistra sembra ormai un destino inesorabile. In vista delle prossime elezioni credo saranno in molti da quelli parti che andranno in pellegrinaggio salvifico a Firenze. Ma questa è un'altra storia, tutta ancora da scrivere.
Spoglio elettorale, negli uffici sarà come quando gioca l'Italia ai Mondiali
Siamo li, tutti pronti, curiosi di sapere, di apprendere dati, cifre, risultati. La maratona dello spoglio comincerà alle 15. Istant poll, exit poll, prime proiezioni, aggiornamenti di proiezioni e via di questo passo fino a tarda notte quando i primi dati ufficiali dovrebbero sancire l'esito definitivo di questa tornata elettorale. Si partirà con il Senato, cosi ci toglieremo subito il dubbio se una maggioranza alla fine dalle urne uscirà. Riflettori puntati dunque su Palazzo Madama dove, per via di un meccanismo elettorale diverso, gli equilibri tra le forze in campo sono piu' incerti rispetto alla Camera. E' qui che si gioca il futuro della prossima legislatura non tanto a Montecitorio dove la vittoria del centrosinistra è data quasi per scontata. Vedremo.
Intanto la curisiotà cresce e un pò ovunque ci si attrezza per seguire questo interminabile snocciolarsi di dati. Tv accese nelle case, radio a palla nelle auto, pc aperti negli uffici dove oltre a collegarsi con i i siti dei principali quotidiani nazionali ci si connetterà in streaming con i canali della Rai. Le cuffie sono già pronte onde evitare di disturbare il collega vicino che farà finta di lavorare perchè a sua volta sarà impegnato anch'esso ad osservare il divenire fluente delle notizie elettorali. Tranquilli, oggi il capo non chiamerà. Anche lui sarà infatti morbosamente assorbito dal vorticoso mulinare mediatico di dati e proiezioni. Insomma, negli uffici sarà come quando gioca l'Italia agli Europei o ai Mondiali durante l'orario di lavoro. Tutto si ferma e il resto, oltre alla partita, non conta. Tutti giustificati. Pratiche messe da parte. Ogni attività rinviata a domani quando tra una pausa caffè e l'altra ci si azzannerà tra colleghi nel commentare gli esiti che a quel punto saranno definitivamente finali. Il problema semmai è come riuscire a placare oggi l'ultras politico che c'è in ciascuno di noi. In queste ore ci si guarderà tutti in cagnesco ma non si proferirà parola. Nessuno si sbilancerà. Tutti staranno acquattati in attesa dei risultati. Silenzio assoluto ancorchè tattico. Il berlusconiano che sogna il sorpasso quando nei corridoi incrocerà un piddino farà di tutto per passargli scaramanticamente davanti. L'altro invece guardandolo penserà "Passa, passa, tanto tra qualche ora ti smacchierò". I piu' sicuri tra i colleghi sembrano i grillini. E ce ne sono tanti. Quelli, andrà come andrà, si sentiranno comunque vincenti e già oggi mentalmente stanno mandando affanculo tutti con un sorriso talmente sfacciato che non puoi non leggere come una evidente quanto manifesta presa per il culo. Per loro in ogni caso sarà una goduria. I montiani invece mantengono un certo aplomb. Si sentono in un certo qual modo superiori agli altri colleghi e ostentano un certo distacco. Ti evitano. Li vedi girare algidi tra gli uffici come se fosse un giorno normale, ma alle 15 in punto, statene certi, saranno i primi a collegarsi con il Corriere.it. Sognano il 15% e un pareggio al Senato. Sanno di non poter vincere nei tempi regolamentari. Puntano dunque ai supplementari, se non addirittura ai calci di rigore. Di ingroiani se ne vedono invece pochi in giro. Quelli sono quasi tutti attivisti. Si sono presi un giorno di ferie per presidiare i seggi. Temono brogli elettorali, anzi sotto sotto li auspicano. E' pane per i loro denti. E i gianniniani? Non esistono o se esistono si nascondono e non c'è bisogno neanche di spiegare perchè.
Buona giornata e buon lavoro a tutti.
P.S. Alla fin della fiera, quanti vivranno meglio queste ore di attesa sono gli astensionisti. Non se ne sono fottuti "un'emerita minchia" (cit. Albanese) prima del voto, figuriamoci dopo.
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