domenica, febbraio 24, 2013

Crozza, Giannino e le minchiate dei politici

Si vota. Il giorno X è arrivato. Da stamani seggi e urne aperti. Si andrà avanti fino a domani pomeriggio alle 15. Poi, exit pool, proiezioni, primi risultati, primi commenti, in un caravanserraglio televisivo mediatico a reti praticamente unificate. Intanto piove un pò dapperttutto e c'è pure dove nevica. Chissà quanto ciò influirà sull'affluenza alle urne. Non si hanno precedenti recenti per possibili confronti. In Italia si è sempre votato in primavera o al massimo a ridosso dell'estate. Elezioni anomale anche per questo.
Ci siamo dunque messi alla spalle una campagna elettorale lunga e combattuta. Cosa ci è rimasto di essa? Personalmente le imitazioni di Crozza. Perfette. Ha rappresentato magnificamente il desolante teatrino politico-italiano con tutte le sue bizzarre marionette e i suoi vecchi ancorchè logori pupari. Di piu'. Par condicio rispettata. Che nessuno gli dia del comunista. A San Remo lo hanno fischiato (in pochi) ma non lo meritava. Ne ha avute per tutti. Nessuno escluso: Berlusconi che distribuisce mazzette di soldi,  Bersani che con accento piacentino smacchia giaguari, Monti noioso e algido, Ingroia svogliato e sbiascicante, Grillo esaltato e poi Giannino. E già, proprio Giannino è l'altro dettaglio di questa campagna elettorale che mi è rimasto particolarmente impresso piu' di altri. Ma come si fa, mi chiedo? Due laureee e un master inventati, per non parlare poi della falsa partecipazione allo Zecchino d'oro. Senza vergogna. Solo un pazzo esaltato poteva pensare di farla franca. Del resto, da uno che si veste come si veste lui ci si può aspettare di tutto. In Italia ci mancava solo questo. Ora nel nostro palmares politico-elettorale possiamo fregiarci anche di quest'altro primato. Poi ci lamentiamo che all'estero parlano male di noi.
E i programmi? Le promesse? I proclami? Tutte minchiate. Da domani ritorneremo tutti sulla terra. Con i problemi e i guai di sempre. A prescidere da chi vincerà, semmai qualcuno dovesse vincere davvero. Buon voto a tutti.

sabato, febbraio 23, 2013

Che meraviglia l'alba romana

Un blog è come un diario. Ci scarichi dentro tutti i tuoi pensieri. Quantomeno quelli che puoi rendere pubblici. Una sorta di sfogatoio. C'è chi dice che è uno strumento per frustrati. Può darsi. Anche se io preferisco farmi le seghe mentali piuttosto che quelle manuali per sfogare le mie frustrazioni. Leggera caduta di stile, lo so, ma non riesco a trovare parole migliori per dirvi che, per chi ama scrivere, un blog è anche un'esperienza altamente erotica. Stamattina per esempio ad eccitarmi è stata la visione dell'alba. E già, ieri sera sono andato a letto prestissimo. Mi sono addormentato che non erano ancora le dieci e adesso mi sto godendo questo spettacolo della natura. Ho la fortuna di vivere in un quartiere dove non tutto è cemento e dalla finestra della cucina riesco pure a vedere l'orizzonte. Colori stupendi stanno spegnendo la notte accendendo pian piano il giorno. C'è un azzurro tenue, un giallo opaco e un rosso intenso che colorano il cielo e le poche nuvole presenti. Sorseggio il caffè appena uscito dalla moka, esco sul balcone incappucciato, fa freddo, ma mi piace, accendo la sigaretta e mi godo il silenzio che avvolge la città. Il mostro ancora dorme. Non si odono rumori. Non una macchina c'è in circolazione. Sento pure il garrito (si dice cosi?) di un gabbiano. Che meraviglia. Vista cosi Roma è bella, stupenda, ha colori magnifici, un'aria fresca che ti attiva subito le sinapsi del cervello, ti invoglia a pensare, quindi a scrivere. Butto giu' queste quattro righe, ma adesso esco subito. Non voglio perdermi la goduria di andare a piedi all'edicola con le strade ancora deserte. Comprerò la solita mazzetta di giornali e annusarne l'odore di stampa freschissimo senza lo smog che solitamente ti penetra nelle narici, sarà una sensazione ancora piu' bella. Buona giornata a tutti.

venerdì, febbraio 22, 2013

Grillo, uno tzunami in corso

Il giorno di Grillo. Appuntamento stasera a Roma, piazza San Giovanni per una chiusura col botto. Un milione circa i presenti, dicono. Ma se non saranno tanti, saranno sempre comunque abbastanza. Molti, moltissimi. Tutti assieme rappresenteranno in maniera plastica l'idea dell'enorme tzunami in corso. Un'onda umana, una marea in carne e ossa, che rischia di travolgere i vecchi e logori schemi politici italiani. Grillo nelle urne farà il pieno. C'è chi dice addirittura il pienone. Di sicuro il suo movimento otterrà una valanga di voti. Probabile che alla fine risulterà il terzo partito, forse anche il secondo e non sarebbe fantascienza pronosticargli anche la prima posizione.
La sua forza elettorale arriva da lontano. Arriva soprattutto dall'incapacità, che si protrae da decenni ormai, dell'intera classe politica italiana di dare risposte serie e concrete ai problemi del paese. Una classe politica corrotta, litigiosa, mai in grado di garantire un governo serio ed efficace. Da destra a sinistra, passando per il centro. Tutti corresponsabili, nessuno ne è immune. Scandali, ruberie, ignoranza dilagante, è questo l'humus in cui il grillismo è attecchito ed è cresciuto giorno dopo giorno a dismisura giungendo alla sue attuali ancorchè enormi dimensioni. Quanti voteranno Grillo, voteranno contro tutto questo e francamente viene difficile dare loro torto. Non esiste il voto cosiddetto utile com'è di moda oggi sostenere. Esiste il voto, punto e basta. Un voto può essere anche solo e soltanto di protesta. Ed hai voglia gli altri leader ad argomentare il contrario. Il loro risulta solo un inutile esercizio retorico propagandistico. Non li sta ad ascoltare piu' nessuno.
Grillo ha offerto non solo una valvola di sfogo ad un moto interiore di rabbia e di protesta, ma anche una speranza. Non la speranza di un governo, sia chiaro,  ma la speranza di togliersi definitivamente di torno una classe politica incapace, arroccata sulle sue posizioni di potere, arrogante, spesso prepotente, sempre chiusa su se stessa, quindi insensibile alla voglia di cambiamento che sale dalla società. Chi vota Grillo, sogna definitivamente di cambiare pagina. Sente di avere oggi quella forza che prima non aveva. La forza del cambiamento rispetto all'impotenza del passato. Per queste ragioni e solo per queste ragioni oggi riempiranno quella piazza, domenica invece le urne.

giovedì, febbraio 21, 2013

Al voto, dubbi e incognite

Ultimi scampoli di campagna elettorale. Ancora due giorni, poi da venerdì a mezzanotte black out totale. Domenica il voto, lunedi infine sapremo. E già, ma cosa sapremo? Tutto ruota attorno a questo interrogativo che poi se ne porta dietro molti altri. Innanzitutto: chi vincerà queste strane elezioni? Ma soprattutto ci sarà un vincitore? I dubbi non mancano, le incognite nemmeno. Mai come questa volta l'esito del voto è stato infatti cosi incerto. Troppe le variabili in gioco.
Partiamo da Grillo. Che il suo sarà uno tzunami è ormai certo. Ma quanto alte e devastanti saranno le onde che produrrà nessuno al momento è in grado di stabilirlo con certezza. Farà danni lievi oppure si abbatterà con violenza su equilibri politico-elettorali già di per se precari? Tutto dipenderà appunto dai numeri. Intanto una notizia filtrata nelle ultime ore. In Sicilia il Movimento 5 Stelle rischia di essere il primo partito, superando tutti gli altri ma anche le coalizioni messe su dagli stessi. Se la Sicilia, come si dice in giro, sarà determinante per l'attribuzione del premio di maggioranza alla coalizione vincente, specie al Senato dove i rapporti di forza paiono più equilibrati rispetto alla Camera per via di un differente sistema di assegnazione dei seggi,  l'effetto di un risultato del genere sarebbe a dir poco catastrofico per tutti i partiti cosidetti tradizionali. Sarebbe a quel punto uno tzunami tremendo. Ma siamo ancora nel campo delle ipotesi.
Seconda incognita. Gl'indecisi. Al momento sarebbero (in realtà saremmo) il primo partito. La loro percentuale è altissima, supera il 30%. Alla fine si decideranno? E soprattutto, per chi voteranno, semmai lo faranno? Qui non è possibile formulare ipotesi poichè ciò presupporrebbe riuscire ad entrare nella testa di 5 milioni di italiani e capire verso chi e cosa alla fine si orienteranno. Secondo alcuni studi con base scientifica, molti addirittura si decideranno all'ultimo momento proprio dentro la cabina elettorale. Pronosticare nel merito è dunque un azzardo. Si può dire, quindi, che quella degli indecisi è l'incognita per eccellenza. Difficile capirci qualcosa prima del voto. Eppure è proprio da questa incognita, più che da altre, che dipende l'esito elettorale. Vedremo. Lunedi, appunto.
Terzo dubbio. Sarà riuscito anche questa volta a parlare alla pancia del paese? Le sue più recenti quanto clamorose proposte (Imu, Equitalia, condoni tombali, etc. etc. ) avranno scosso i numerossissimi indecisi del centrodestra a rivotarlo dimenticando il passato? Il sorpasso è solo l'ennesima autoillusione elettorale oppure è una possibilità davvero concreta? Che Berlusconi sia un fenomeno delle campagne elettorali, una sorta di Mardona del voto, questo è un fatto ormai accettato anche dai suoi piu' acerrimi nemici e detrattori. Quanto lo sia effettivamente anche stavolta è però ancora tutto da dimostrare. Certo la sorprendente vittoria del suo Milan sul Barcellona può essere interpetratata dai suoi fedelissimi come un evidente segno del destino. Almeno loro lo sperano!
Quarta incognita. Quanta voglia di centro hanno gli italiani? Quanti crederanno al vecchio adagio secondo cui la virtù sta in mezzo? Monti, Casini e il quasi moribondo Fini (il suo Fli viaggia intorno ad un irrisorio 1%) riusciranno a raggiungere la fatidica soglia del 15%, quella percentuale cioè che dovrebbe consentire loro di essere determinanti per la formazione di una maggioranza parlamentare e quindi del prossimo governo nazionale? Saranno bastati gli endorsement (appoggi) appalesatigli dalle cancellerie di mezzo mondo? E poi: una volta raggiunta questa soglia, davvero Scelta Civica deciderà di governare con il centrosinistra di Vendola?
Quinto, ultimo e personalissimo dubbio. Per votare, essendo residente ancora in Calabria, a Bagnara, ma vivendo a Roma, dovrei prendere un treno o un aereo per scendere e uno per salire. Dovrei soprattutto rinunciare ad una giornata di lavoro festivo e domenicale (lavoro anche di domenica), rimettendoci di fatto tra spese di viaggio e mancato guadagno, circa 400-500 euro. Mi chiedo e vi chiedo: ne vale la pena? E voi, al mio posto, che fareste?
P.S. E la sinistra, vi starete chiedendo? Ma quella non genera dubbi: oltre la loro naturale soglia del 33% non sono mai riusciti ad andare e mai ci andranno. E' questa l'unica certezza.

mercoledì, febbraio 20, 2013

Milan-Barcellona, la partita nella partita

Ottantamila spettatori. Centinaia di collegamenti tv da ogni angolo del pianeta. Un tutto esaurito come non si vedeva da tempo. Stasera a San Siro andrà in onda Milan-Barcellona e l'aria che si respira in casa rossonera è quella delle grandi occasioni. Arriva la squadra piu' forte al mondo. Arriva il giocatore piu' forte al mondo, quel Lionel Messi che inanella quattro palloni d'oro consecutivi come mai era capitato ad alcuno prima di lui. Ma non arriva soltanto lui. Arrivano pure Pujol, Piquet, Busquets, Xavi, Iniesta, Fabregas, Pedro, cioè l'ossatura di quella megagalattica Spagna capace di stravincere l'ultimo Mondiale e l'ultimo Europeo. Arriva insomma uno squadrone autentico e si troverà di fronte un Milan lontanissimo parente di quel Milan stellare titolare di sette Champions, oggi soltanto terzo in campionato, un gioco approssimativo, una squadra rinnovata e tutta ancora da costruire, soltanto qualche giovanissima stella, una difesa da brivido, un attacco privo addirittura di super Mario Balotelli. Arriva il Barcellona ed in teoria dovrebbe portarsi via i tre punti. Lo sanno pure i bookmakers che danno la vittoria del Milan addirittura a 6. Come dire, changes di successo ridotte al lumicino per i rossoneri.
Ma volendo utilizzare logori quanto abusati luoghi comuni, si può scrivere: mai dire mai, la palla è rotonda, si parte da zero a zero, non sempre i piu' forti vincono, Davide contro Golia, dunque tutto è ancora possibile. Giusto sognare alla vigilia. Sognano i tifosi milanisti, ma anche gli amanti del calcio italiano in genere che in questo momento non scoppia certo di salute. Sogno anche io. La mia juventinità non riesce a superare la frontiera. Oltre i confinti nazionali lo spirito di rivalità mi abbandona e il tricolore mi esplode in petto. Mi vengono le stimmate verdi, bianche e rosse. Non riesco a tifare per gli stranieri e a gioire per la sconfitta dei nostri. Sono fatto cosi. Da sempre. Dunque, forza Milan.
Ma stasera c'è anche un'altra partita nella partita. E' quella che si gioca Silvio Berlusconi. Una vittoria del Milan rappresenterebbe infatti la metafora perfetta di una sua ipotetica vittoria in politica. Tutti ti danno per sconfitto, ma alla fine tu riesci a mettere la freccia, a porti sulla corsia di sorpasso andando oltre il tuo avversario nella sorpresa generale. A tre giorni dalle elezioni sarebbe uno spot colossale. Per questo stasera sarò contentissimo di essere un atipico juventino di centrodestra e non un milanista purosangue ma "accanitamente" di centrosinistra.

martedì, febbraio 19, 2013

Indecisi, primo partito

Trenta per cento. Una cifra altissima. Una percentuale da record: quasi uno su tre. Sarebbero circa 5 milioni gli italiani ancora indecisi per chi votare. Lo sostiene oggi sul Corriere della Sera  Renato Mannheimer, sondaggista di professione. Dunque, una conferma. Non sono solo, ma in ottima e numerosa compagnia. A conti fatti, siamo il primo partito italiano. Da noi dipenderanno le sorti della prossima legislatura. Abbiamo ancora cinque giorni per deciderci, semmai lo faremo. Siamo in grado di ribaltare qualsiasi pronostico, di mandare a carte quarant'otto sondaggi e proiezioni. Se decidessimo di votare tutti per uno soltanto dei partiti in lizza, gli attribuiremmo una vittoria certa e sicura. Immaginate: e se votassimo tutti per Oscar Giannino? Il suo Fermare il Declino schizzerebbe da un quasi insignifcante 1, 5% al 31 e oltre e lui rischierebbe di fare il Premier. Incredibile, no? Ma al di là di qualsiasi ipotesi fantascientifica, è certo che queste elezioni sono piu' che mai incerte se è vero come è vero che il potenziale bacino degli indecisi è costi vasto ed esteso come mai era successo prima. I giochi sono dunque ancora aperti e chi crede di avere la vittoria già in tasca sta evidentemente facendosi i conti senza l'oste-elettore. Piuttosto c'è da chiedersi: basteranno solo cinque giorni ad orientare gli indecisi verso una scelta? Per quanto mi riguarda la risposta è no. Se fino ad oggi nessuno dei contendenti è riuscito ad attrarmi, non vedo come qualcuno di loro possa farlo in questo rush finale. Berlusconi potrà pure riuscire a fermare Messi; Bersani potrà smacchiare tutti i giaguari che vorrà; Monti potrà adottare dopo un cane anche un gatto; Ingroia potrà anche tagliarsi la barba, Grillo andare in tv e Giannino vestirsi finalmente come una persona normale e non come un clouwn. Niente e nessuno al momento sembra in grado di schiodarmi dal mio personale convincimento: astensione. Epperò, quando di mezzo c'è la politica tutto è possibile e da qui a domenica mancano ancora cinque giorni. Vedremo.

lunedì, febbraio 18, 2013

La fine di Fini

Una cinquantina in tutto. Forse anche di meno. Addirittura alcuni bambini in prima fila. E lui, lì, sul palco, amareggiato e triste.Certo non si aspettava un'adunata oceanica come ai bei tempi di An, ma forse manco quella sala praticamente vuota.
Che fine Fini. Ieri ad Agrigento sono andati plasticamente in onda i titoli di coda di una carriera politica schiantatasi sull'altare dell'antiberlusconismo militante. Guardate la foto (pubblicata da Corriere .it stamani in prima pagina per qualche oretta, ma poi rimossa, chissà perchè). Un'immagine impietosa. Vi si legge chiaramente la fine di un leader che fu davvero tale. Oggi il nulla dietro di lui,  un partito che nei sondaggi viaggia a percentuali da prefisso telefonico e il timore dovuto alla concreta possibilità di non riuscire a farsi rieleggere in Parlamento.
Considerazioni umane, non politiche. Chissà cosa  gli starà passando per la testa. Si sarà pentito di quel ditino alzato sotto il mento del Cavaliere? O sarà ancora estremamente convinto della bontà delle scelte fatte, costi quel che gli sta costando, insignificanza politica compresa?  Vai a saperlo. In fondo, lo sa soltanto lui. In ogni caso, certo è che il suo umore in questo momento non deve essere alle stelle.
Scilipoti domenica ad Agrigento avrebbe di sicuro fatto meglio. Due - tre pulman di seguaci sostenitori sarebbe riuscito ad organizzarli.A Fini i suoi uomini manco questo riescono piu' a garantirgli. Può uno che è stato un leader e che contava sull'accondiscendenza pressocchè totale di decine di "colonelli" e di milioni di soldati-elettori, vivere questa frustante situazione di uomo solo e isolato? Fino a quando potrà reggere?
Un tempo per gli ex fascisti morire democristiani era la fine peggiore che qualcuno potesse loro augurare. Oggi per Fini, candidato sotto le insegne neocentrisce di Monti e Casini,  non è più cosi. Magari  morisse democristiano. Qui il rischio infatti è una fine decisamente peggiore. La insignificante fine di un ex leader, sbattuto fuori dal Parlamento e destinato all'oblio politico. Amen.